Come si puó capire dal titolo, siamo in Italia! Per scelta, ma non proprio una libera scelta… 14 ore di Camper ci hanno riportato in Versilia, e per certi versi anche un po’ indietro nel tempo.
C`è casa. Ma c’è una casa che non sono sicura di sentire piú proprio casa mia.
Qui ci sono tanti colori e tanti suoni, a cui non sono piú abituata, e non so se sia una bene o se sia un male. Da una parte mi piacciono da morire, e dall’altra sono un pó troppo prepotenti.
Ci sono tante persone intorno e tanto affetto, ma per certi versi mi sento piú fuori posto che mai.
Forse perché mi ero convinta, di aver trovato il mio posticino nel mondo.
Ci sono amici, c’è rumore, eppure é come se sentissi meglio il silenzio.
Franci dice che per lui, casa è dove siamo io ed i gatti, e per me casa è lui.
Dove finirebbe o cosa sarebbe casa se lui non ci fosse?
Non lo so, non so rispondere e mi terrorizza pensarci.
Prima di partire, l’ultima Tac ha confermato ulteriore progressione della malattia.
I medici tedeschi hanno consigliato di interrompere le terapie, dato che il tempo a disposizione non era molto, e noi siamo scappati in Italia!
Siamo tornati per avere il supporto di amici e parenti, per sentirci meno soli e perché se proprio deve succedere qualcosa di brutto, non voglio che accada a Berlino.
Ma non ci siamo arresi. Abbiamo riposto un po’ le speranze nei dottori italiani, che non ci hanno deluso…
Nessuno ci ha promesso miracoli, che sia chiaro, ma già vedere l’attenzione al benessere e alla qualità della vita, dà una forte spinta per continuare ad andare avanti.
Ho riscoperto un po ‘ l’affetto per questo popolo e mi riconosco in questo modo di fare.
Qui si fa quello che si può! Ci sono molte persone pigre sicuramente, chi ha voglia di fare arriva dove riesce… ma poi trova sempre il modo di arrivare un pochettino oltre.
Forse per ignoranza, per testardaggine o per una diversa sensibilità, ma in qualche modo (magari con modi e parole sbagliate, a volte creando piú caos che altro) ci si aiuta l’un l’altro e ci si dà da fare per arrivare dove si deve con le proprie risorse (e con qualche raggiro), sempre per cercare di fare un passetto in piú.
Quindi siamo qui, tra gelati, frutta che sa di frutta, la temperatura estiva piú alta mai vista nelle ultime 9 estati della nostra vita, ed un nuovo membro della famiglia Bianchi: Tomato.


In tutto questo io mi sono un po’ persa, ma sono convinta che questa sia la decisione più giusta che potessimo prendere.
Adesso un bel respiro e due chiacchiere con quella ragazzina quindicenne che in qualche modo vive ancora qui! Magari ci confrontiamo un po’, ed insieme ritroviamo la strada e un posticino nel mondo – magari anche piú comodo di quello di prima.
